PREMESSA E CONSIDERAZIONI NECESSARIE
"Un'indagine, effettuata col metodo dell'intervista, ha evidenziato che il 50% dei docenti teorici e tecnico pratici degli I.T.I.S. non sono preparati e non si occupano dei temi della prevenzione.
Inoltre, secondo gli allievi, l'attenzione all'uso dei dispositivi di protezione individuali è molto scadente a causa del clima di generale rilassatezza della disciplina."
(Tratto da: "G. Poeta Paccati, ITIS "Natta" di Bergamo, "Scuola: cultura della sicurezza, della prevenzione e della salute sui luoghi di lavoro", in 3 Convegno - Chimica e sicurezza nei laboratori, Milano 27 novembre 1998").
L'interdipendenza tra sviluppo scientifico e tecnologico e le disposizioni normative (via via pi numerose e dettagliate) richiedono ai chimici una conoscenza di massima delle norme in materia di tutela dell'ambiente e della salute.
In verit à prima del DLgs. 626/94 gli innumerevoli decreti erano riferiti all'attuazione di misure di sicurezza nell'ambito industriale, ragione questa che ritengo sia stata la causa della poca conoscenza da parte degli operatori scolastici, anche se sarebbe stato utile da parte delle amministrazioni centrali dare informazioni su alcune norme previste in particolare nel D.P.R. 547/55, che specificavano gli OBBLIGHI DEI DIRIGENTI E DEI PREPOSTI e DOVERI DEI LAVORATORI.
IL DECRETO LEGISLATIVO 626/94
Cosa prevede
Il Dleg. 626/94, recepimento delle direttive della CE in materia di sicurezza, si articola in quattro grandi blocchi all'interno dei quali si collocano le norme per l'attuazione del decreto stesso.
Valutazione dei rischi - Programmazione della prevenzione - Informazione, prevenzione - Controllo sanitario.
Principali novit à introdotte Campo di applicazione - Figure coinvolte - Misure generali di tutela - Valutazione preventiva dei rischi e protezione - Servizio di prevenzione e protezione - Informazione e formazione di ciascun lavoratore - Riunioni periodiche di prevenzione e protezione - Piani di emergenza, lotta antincendio, rischi gravi.
VALUTAZIONE ED ANALISI DEL RISCHIO
Il concetto di Rischio
Per poter valutare e quindi analizzare il rischio è opportuno chiarire cosa si intende per pericolo, rischio e sicurezza.
Pericolo - Circostanza o caso da cui può derivare un danno; condizione correlata alle caratteristiche chimiche e/o fisiche che può potenzialmente determinare un danno a persone, cose e ambiente.
Rischio - Valutazione simultanea della frequenza della situazione di pericolo (F) e dell'entità delle conseguenze (M magnitudo),
ci à si pu à esprimere mediante la formula:
R = F X M
Frequenza = numero di eventi pericolosi nel tempo
Magnitudo = costo dei danni per evento
Sicurezza - Minimizzazione del rischio
Il modo di minimizzare il rischio avviene agendo sui parametri che lo determinano (F e M), ci à significa che si deve:
1) ridurre la frequenza (PREVENZIONE)
2) ridurre le conseguenze (PROTEZIONE)
I due parametri sono strettamente legati tra di loro e come è ovvio possiamo solo far sì che essi tendano a 0, da ciò si deduce che il rischio zero non esiste.
COMUNICAZIONE E PERCEZIONE DEL RISCHIO
Al fine di analizzare e valutare il rischio per poterlo comunicare è necessario che lo si percepisca, la percezione ha d'altra parte insita la caratteristica di essere soggettiva, proprio per questa sua caratteristica può essere influenzata da condizioni che possono determinare ridotta percezione del rischio, quali ad esempio:
Attività intraprese volontariamente Tecnologie non innovative
Controllo personale del rischio Scarsa memorizzazione degli eventi
Cause degli incidenti ben identificate Attività senza alternative
Conseguenze irreversibili Incidenti descrivibili da semplici leggi fisiche e chimiche
Alcune cause che determinano infortuni
Le cause che possono determinare infortuni sono di due tipi: oggettive e soggettive.
Tra le cause oggettive possiamo individuare:
Ambiente, Apparecchiature, Impianti, Installazioni, Procedure di lavoro, Sostanze utilizzate.
Tra le cause soggettive:
Disattenzione, Scarso senso di riflessione, Errori operativi, Inosservanza delle disposizioni impartite, Scarsa conoscenza del lavoro, Atti imprudenti, quali lavori non autorizzati.
ANALISI E VALUTAZIONE DEL RISCHIO
Analisi di Rischio
Si definisce: Procedimento formalizzato mediante il quale, per i pericoli potenziali individuati, vengono analizzate: le modalità di accadimento, le probabilità di accadimento, le conseguenze.
Valutazione del Rischio
Si definisce: Procedimento mediante il quale i risultati dell'Analisi di Rischio vengono utilizzati per assumere decisioni su come gestire il rischio residuo: applicando strategie di revisione e riduzione, effettuando raffronti con criteri/livelli di accettabilità
STRATEGIE PER IL RAGGIUNGIMENTO DEGLI OBIETTIVI DI SICUREZZA
Individuazione e valutazione dei rischi Controllo dei rischi
Riduzione dei rischi
L'individuazione e valutazione dei rischi deve innanzitutto chiarire se sono rischi per l'uomo (fisici, chimici, biologici) o per l'ambiente (emissione in atmosfera, smaltimento rifiuti); questo primo approccio è fondamentale per affrontare le fasi successive della strategia ed raggiungimento degli obiettivi che si prefigge.
La riduzione dei rischi si attua mediante misure tecniche e misure organizzative.
Il controllo dei risultati si attua attraverso la verifica del rispetto dei programmi e la verifica della riduzione dei rischi.
MISURE DI TUTELA GENERALI (Art. 3 del D.Lgs. 626/94)
Tra le misure generali di tutela si possono individuare alcune sequenze logiche:
- valutare (1), eliminare (2) , ridurre alla fonte i rischi (3);
- programmazione tecnica ed organizzativa complessiva e coerente (4) , sostituzione del pericoloso con il meno pericoloso (5) , limitato uso di agenti (8) , controllo sanitario (9);
- misure ergonomiche (5);
- priorit à delle misure di protezione collettiva rispetto alle individuali (6) , limitazione del numero di lavoratori esposti (7);
- misure di emergenza (10) , segnalazioni (11) , regolare manutenzione (12);
- informazione, formazione dei lavoratori (13) , adeguate istruzioni (14)
I numeri rappresentano la priorità decrescente al crescere del valore.
PROCEDIMENTO PER L'ANALISI E LA VALUTAZIONE DEL RISCHIO
Raccolta ed organizzazione delle informazioni generali sulla struttura e specifiche sulle singole aree:
Aule, Uffici, Laboratori.
Censimento degli agenti chimici Comportamenti operativi guidati Gestione della situazione oggettiva Piani di controllo
X X X X
Identificazione degli agenti chimici pericolosi Elaborazione procedure Analisi di campo Ambienti di lavoro
X X X X
Identificazione degli agenti chimici di rischio Segnaletica Protocollo di comportamento Sorveglianza sanitaria
X X X Visite periodiche
Identificazione degli esponenti a rischio Addestramento Analisi delle risultanze
X X Revisione delle strategie
Caratterizzazione dell'esposizione Gestione emergenze Modalità di controllo
X
Controllo dei valori espositivi relativi
Valutazione del rischio espositivo
Valutazione del rischio espositivo
X X
Rischio accettabile Rischio non accettabile
X X
Gestione del rischio Identificazione delle cause
X
Definizione e attuazione delle misure atte a ridurre il rischio alla soglia di accettabilità
X
Misurazione dell'efficacia degli interventi mediante revisione di valutazione
