Introduzione
Le idee di fondo che costituiscono il quadro di riferimento di questa proposta sono le seguenti:
- L’apprendimento delle scienze sperimentali, e quindi anche della chimica, deve costituire parte integrante della formazione culturale di base di tutti gli allievi.
- L’azione educativa condotta mediante la chimica e le scienze sperimentali deve assegnare una posizione centrale al soggetto che apprende, al sapere da apprendere e alla loro interazione dialettica. Ciò che conta è il processo di apprendimento nel corso del quale lo studente deve passare dalla propria logica personale, in genere intrisa di senso comune, alla logica del sapere scientifico, passando attraverso le evidenze empiriche. Tale passaggio è possibile soltanto assegnando all’allievo il ruolo di protagonista della propria emancipazione culturale; in tale impresa, che è insieme collettiva e individuale, egli deve essere aiutato e sostenuto dall’insegnante che “propone situazioni di apprendimento adeguate, accompagna e catalizza processi, stimola ricerche”. In questo modo si attiva l’interazione tra le tre componenti fondamentali di ogni situazione didattica: l’allievo, il sapere e l’insegnante. Tale impostazione vale a qualsiasi livello di scolarità, anche se i contenuti disciplinari assumono via via un ruolo sempre più importante in coerenza con le finalità e i traguardi di competenza.
- La proposta deve estendersi a tutti i livelli della scuola preuniversitaria nell’ottica di un curricolo verticale armonico, fondato sull’essenzialità delle scelte proposte e sulla flessibilità dei percorsi didattici che l’insegnante sarà chiamato a progettare.
Per favorire il lavoro di integrazione e/o coordinamento tra le discipline dell’area scientifica ai livelli scolari più bassi (rispettivamente per la scuola primaria e secondaria di I grado) la proposta deve rendere espliciti sia i contributi generali e specifici della Chimica alla formazione di base, sia quelli relativi alle competenze trasversali
Le ricerche condotte in Didattica delle Scienze Sperimentali hanno contribuito a mettere in luce aspetti dell’apprendimento che sottolineano la necessità di distinguere il sapere scientifico codificato e formalizzato dal sapere scientifico scolastico, oggetto di insegnamento ed apprendimento. Quest’ultimo deve essere ricavato dal primo mediante un processo di trasposizione didattica che deve tenere conto, per ogni livello di scolarità, delle potenzialità cognitive degli allievi.
- Molti aspetti contribuiscono, in realtà, alle didattiche trasversali ed è pertanto utile fornirne indicazioni più puntuali per l’area chimica. Le Scienze Sperimentali, e in particolare la Chimica, puntano a traguardi di competenza coerenti con i seguenti traguardi trasversali a tutte le discipline:
• apprendimento di concetti
• apprendimento di modelli
• apprendimento di atteggiamenti
La commissione suggerisce i seguenti traguardi specifici per la Chimica:
• apprendimento di comportamenti (assunzione di responsabilità nella progettazione, gestione, valutazione delle attività intellettuali ma anche manuali e specificamente di laboratorio, inteso come ambito di esperienza, esperimento e/o esercitazione)
• apprendimento di strategie (cioè di scelte pianificatorie delle attività di studio e/o di indagine dei fenomeni);
• apprendimento di algoritmi (cioè delle morfologie e delle strutture legate alla soluzione di problemi);
• apprendimento di linguaggi (cioè dei codici e del lessico comuni alle Scienze Sperimentali e in particolare della Chimica).
Finalità formative delle Scienze Sperimentali e in particolare della Chimica
La Chimica possiede un suo specifico modo di interrogare il mondo della materia attraverso lo studio delle proprietà delle sostanze e quello delle trasformazioni alle quali queste possono dar luogo o essere sottoposte.
Le finalità si articolano in tre parti: la prima riferita al primo ciclo di istruzione (6-13 anni) e cioè alla scuola primaria e secondaria di I grado; la seconda, pur non essendo noto al momento l’assetto dei bienni (biennio unitario?), a quel delicato segmento dell’istruzione che copre la fascia degli allievi tra i 14 e i 16 anni; la terza relativa alla chimica dei trienni dei vari indirizzi, variamente articolata a seconda di questi, dai 16 ai 18 anni. Il termine finalità si riferisce alle ragioni di pertinenza di un certo insegnamento, è chiaro dunque che dette finalità non possono che essere definite in termini generali e in tal senso rappresentano traguardi a cui tendere “sempre”. Ciò significa che ogni livello di scolarità ha le stesse finalità generali ma queste vengono coniugate in termini differenti a seconda della fascia di età degli studenti.
Scuola primaria e secondaria di I grado (6-13 anni)
Occorre innanzitutto ricordare che la fascia di scolarità propria della scuola primaria non prevede la distinzione delle Scienze Sperimentali in discipline. Al livello della scuola secondaria di I grado, invece, incominciano a definirsi gli ambiti disciplinari essenzialmente attraverso i diversi oggetti dell’osservazione, le diverse metodologie di approccio e i diversi sistemi di comunicazione (“Indicazioni per il curricolo…) . Occorre avere molta cura, specie in questo primo ciclo, di lavorare sulle abilità logico-linguistiche non attraverso la proposizione di dosi eccessive di linguaggio specifico, ma tramite una progressiva azione di arricchimento del linguaggio naturale.
In questo primo livello scolastico è indispensabile che gli alunni sviluppino:
- abilità di base di tipo osservativo-logico-linguistico
- capacità di mettere in stretto rapporto il pensiero e l’azione sulla base dell’offerta di strumenti adatti a percepire, interpretare e collegare tra loro fenomeni naturali, concetti, artefatti costruiti dall’uomo ed eventi quotidiani
- capacità di analisi e sintesi dei problemi relativi agli aspetti fenomenologici, assumendo l’atteggiamento del ricercatore (formulazione di ipotesi, progettazione di attività, assunzione di responsabilità di scelta, attuazione di sperimentazioni, interpretazioni dei dati, validazione o meno delle ipotesi iniziali)
- capacità di ascoltare, di argomentare le proprie idee e di valutarne la coerenza anche rispetto a quanto è già noto
- apprendimento delle scienze sperimentali attraverso un’interazione diretta degli alunni con gli oggetti, i fenomeni e le idee coinvolti nell’osservazione e nello studio, fondata sia su spazi fisici adatti alle esperienze concrete, sia su tempi e modalità di lavoro che diano ampio margine alla discussione e al confronto (“Indicazioni per il curricolo….”, p.100)
Scuola secondaria di II grado- Biennio dell’obbligo (14-16 anni)
In questo segmento scolastico, le aree disciplinari sono differenziate e dunque le materie di insegnamento (Chimica, Fisica, Biologia e Sc. Della Terra) sono distinguibili anche se occorre tenere presenti gli importanti ambiti di trasversalità. In particolare, le finalità specifiche dell’insegnamento/apprendimento della Chimica nel biennio secondario dell’obbligo riguardano il perseguimento della consapevolezza che
- gran parte dei fenomeni macroscopici consiste in trasformazioni chimiche
- la conoscenza della composizione e di gran parte delle caratteristiche delle sostanze sono specifico oggetto di studio e di lavoro della chimica
- la chimica come scienza, nonostante il suo carattere di “verità provvisoria”, ma condivisa da tutta una comunità scientifica, costituisce lo strumento fondamentale per la conoscenza del mondo fisico
- lo studio della materia e delle sue trasformazioni può portare grandi vantaggi all’umanità in molti campi (lotta alle malattie, uso consapevole dell’energia, produzione e conservazione degli alimenti, ecc.) e può offrire strumenti in grado di individuare e, in molti casi, rimediare a danni provocati in natura
Scuola secondaria di II grado- Trienni (16-18 anni)
Le finalità generali dell’i/a della Chimica coniugate per i trienni vengono indicate nello sviluppo delle indicazioni dei singoli trienni (non specialistico e specialistico)
Nuclei fondanti per l’apprendimento della Chimica
Con riferimento al significato di nucleo fondante di una disciplina condiviso e riportato nel nostro Glossario* e, tenendo conto della distinzione tra nuclei concettuali riferiti a contenuti essenziali specifici (di tipo contenutistico) e quelli riferiti a metodologie e procedure, in gran parte specifiche (di tipo procedurale), si possono proporre per la chimica i seguenti
- nuclei fondanti di tipo contenutistico:
• NATURA E STRUTTURA DELLA MATERIA
• TRASFORMAZIONI DELLA MATERIA
- nuclei fondanti di tipo procedurale**:
• Osservazione
• Descrizione (verbale, grafica, simbolica)
• Lessico specifico
• Classificazione
• Analisi
• Sintesi
• Misura
• Modellizzazione
• Problematizzazione
Questi nuclei fondanti vengono affrontati nello sviluppo del curricolo verticale, avranno una diversa articolazione a seconda del livello scolare a cui sono rivolti e si tradurranno in competenze da acquisire al termine di questi livelli.
Articolazione delle indicazioni per lo studio della chimica.
Per il primo ciclo di istruzione ( scuola primaria e secondaria di I grado) si farà riferimento al quadro fissato nelle “Indicazioni per il curricolo M.P.I.” varate il 31/7/07 e tutt’oggi valide e a cui abbiamo già fatto riferimento.
La Commissione Curricoli della DDSCI parte dall’idea che la scuola primaria non rappresenti solo la prima tappa del lungo percorso di studi dell’allievo, bensì lo stadio fondativo di tutto il suo percorso formativo: è dunque questo il momento nel quale stimolare una pluralità di funzioni cognitive e psichiche che il bambino preciserà, rafforzerà e affinerà successivamente. La scelta di conferire alla proposta per la scuola primaria una struttura diversa da quella degli altri ordini di scuola è appunto coerente con la dimensione dell’apprendimento delle scienze, nel contesto della formazione complessiva del bambino. Per ogni livello scolare vengono ricordati i “Traguardi per lo sviluppo delle competenze al termine….”, al perseguimento dei quali contribuisce lo studio degli aspetti chimici delle “Scienze naturali e sperimentali” . In relazione agli “Obiettivi di apprendimento al termine della classe….” verrà esplicitata l’articolazione dei nuclei fondanti suggerita (significativa e sostenibile) per il livello scolare di riferimento.
Per il biennio dell’obbligo della scuola secondaria di II grado non è possibile fare analoghi riferimenti. Per questo livello e quello successivo dei trienni di indirizzo si rinvia alle premesse delle relative “Indicazioni…” .
Competenze da acquisire al termine di ogni ciclo scolastico
Di seguito si riportano le proposte della DD/SCI in termini di traguardi di competenze da raggiungere al termine di ogni livello di scuola. Per la scuola primaria, si ritiene di dare alla proposta una struttura coerente con la dimensione trasversale dell’apprendimento delle scienze, nel contesto della formazione complessiva del bambino.
Come già accennato, il format adottato per i diversi livelli scolari non è omogeneo, allo scopo di tener conto delle diverse articolazioni richieste nei vari casi.
*Sintetizzando quanto espresso sul Glossario adottato dalla DDSCI si può dire che per nuclei fondanti si intendono quei concetti fondamentali che ricorrono in vari punti dello sviluppo di una disciplina e hanno perciò valore strutturante e generativo di conoscenze. Sono concetti, nodi epistemologici e metodologici che strutturano una disciplina: reggono la sua trama e ne fondano la sua identità.
**Si tratta di nuclei che attraversano, almeno in parte, diverse discipline e pertanto non vengono coniugati in termini chimici o maggiormente articolati
(F. Olmi, E. Aquilini)
