La riforma a regime prevede che chi desideri diventare insegnante della Scuola secondaria di I e di II grado abbia la possibilità di iscriversi ad un corso di laurea magistrale (LM) per l’insegnamento.
(http://www.unisi.it/dl2/20110202111557897/D.M._10Settembre_2010_n_249.pdf)
Per l’ammissione a ogni LM sarà previsto un numero chiuso concordato con il MIUR in base alle esigenze territoriali comunicate dall’USR. L’accesso sarà regolato da una pre-selezione con domande aperte, organizzata dal MIUR, e da successive prove scritte e orali, organizzate dalle Facoltà. La laurea magistrale, che avrà durata biennale, prevede che durante il secondo anno l’allievo frequenti un tirocinio “per legare teoria a pratica.” Al docente sono richieste, oltre a conoscenze disciplinari e socio-psico-pedagogiche, la conoscenza della lingua Inglese (livello minimo B2) e competenze tecnologiche.
È auspicabile che le nuove Lauree Magistrali siano proposte ed attivate dai docenti che attualmente sono in servizio nell’attuale Facoltà di Scienze M.F.N. in collaborazione con i Colleghi della Facoltà di Scienze della Formazione.
Noi Chimici siamo chiamati a svolgere un ruolo attivo anche nella progettazione dei tirocini delle classi: A059 (in futuro A-27, matematica e scienze), A060 (in futuro A-50, scienze naturali, chimiche e biologiche), A013 (in futuro A-34, scienze e tecnologie chimiche) e a fare in modo che, in caso di attivazione di TFA per le varie classi di concorso dell’istruzione tecnica del settore tecnologico specifiche dell’indirizzo, siano sempre presenti corsi di didattica chimica E’ un momento delicato e importante ed è necessario che ci si renda conto che delegare questo compito ai docenti della Facoltà di Scienze della Formazione farebbe correre il serio rischio di “esaurire” la formazione pedagogica dei futuri insegnanti in un vuoto metodologismo e psicologismo.
La divisione di Didattica Chimica della Società Chimica Italiana ha istituito una commissione allo scopo di contribuire alla realizzazione di queste lauree. La commissione ha il compito di preparare un documento in cui siano riportati i contenuti minimi disciplinari che si ritengono irrinunciabili per un corretto insegnamento della nostra disciplina e i relativi criteri e metodi di valutazione.
Altro compito affidato alla commissione la preparazione di un piano didattico per il tirocinio formativo attivo del regime transitorio (TFA). Tutte le Università potranno, a partire dall’anno accademico 2011-12, avviare i TFA per le diversi classi di insegnamento.
Regime transitorio
Tutti coloro che siano in possesso della laurea quinquennale, o di una laurea specialistica (DM 509) o magistrale (DM 270) potranno conseguire l’abilitazione per l’insegnamento nella scuola secondaria di primo (scuola media inferiore) e in quella di secondo grado (licei, tecnici e professionali) accedendo, dietro il superamento di prove di accesso, all’anno di Tirocinio Formativo Attivo a numero programmato, che potrà essere attivato da questo anno accademico.
Accesso al Tirocinio Formativo Attivo (TFA)
Le prove di accesso consistono in una prova preselettiva organizzata dal MIUR (domande aperte – max 20 punti), una prova scritta (max 20 punti) ed una prova orale (max 20 punti) organizzate dalle Facoltà; saranno considerati come titoli (max 20 punti) l’insegnamento prestato, il dottorato, i prodotti di ricerca e i titoli accademici.
Tirocinio
Il tirocinio (475 ore) si svolgerà a Scuola sotto la guida di un insegnante tutor designato dal Dirigente Scolastico delle Scuole accreditate dalle USR e che devono stipulare una convenzione con l’Università. È necessario prevedere un’attività di monitoraggio sul tirocinio.
Prova finale
Alla fine del tirocinio la prova finale consiste nella presentazione di una relazione di tirocinio che non deve essere un elenco di attività svolte ma deve contenere
La descrizione della progettazione dell’attività, gli obiettivi, il tempo previsto, le prove di valutazione e una puntuale analisi critica dell’attività svolta alla luce dei risultati conseguiti.
MA Floriano




